| La videosorveglianza è uno degli ambiti più delicati del GDPR e uno di quelli in cui vedo più errori. Una telecamera installata senza le dovute cautele non è solo un rischio per la privacy: è un illecito amministrativo con sanzioni concrete. |
Installare un sistema di videosorveglianza significa trattare dati personali: le immagini delle persone riprese. Questo trattamento è soggetto in pieno al GDPR, al D.Lgs. 196/2003 e, soprattutto, al Provvedimento generale del Garante per la protezione dei dati personali dell’8 aprile 2010 — ancora attuale nei suoi principi — e alle FAQ del Garante del 5 dicembre 2020.
Per i luoghi di lavoro, si aggiunge l’art. 4 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori), che disciplina i controlli a distanza dei lavoratori e richiede accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro per qualsiasi sistema tecnologico che possa consentire il controllo dell’attività lavorativa, incluse le telecamere.
Le telecamere possono essere installate solo se strettamente necessarie per finalità specifiche (sicurezza delle persone, protezione del patrimonio, prevenzione dei furti) e solo dove quella finalità non si può raggiungere in modo meno invasivo. Non si possono installare telecamere “per sicurezza” senza una valutazione concreta del rischio che si vuole contrastare.
Ogni sistema di videosorveglianza, anche il più semplice, richiede:
Nelle strutture sanitarie e nelle cooperative sociali (come residenze psichiatriche o strutture di riabilitazione) la videosorveglianza incrocia il trattamento di dati particolari ex Art. 9 GDPR. È necessaria una base giuridica rafforzata, e in quasi tutti i casi una DPIA.
La videosorveglianza condominiale è uno degli argomenti più discussi nei condomini di tutta Italia. L’assemblea condominiale può deliberare l’installazione, ma deve rispettare integralmente il GDPR. L’amministratore diventa titolare del trattamento e deve provvedere agli adempimenti documentali. È un tema che gestisco regolarmente per i clienti in amministrazione condominiale.
Nelle aziende, come nei cantieri delle imprese di costruzioni o negli impianti delle aziende di gestione rifiuti, le telecamere servono spesso a proteggere il patrimonio e a documentare incidenti sul lavoro. Ma l’accordo sindacale o l’autorizzazione INL non è facoltativo: è obbligatorio per legge.
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